Stagione 2015-2016 - Teatro Civico di Vercelli

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La Stagione
Sabato 28 Maggio 2016 - Ore 21
Othello
con Federico Grassi, Marco Alberghini, Mamadou Dioumé, Giulia Briata, Stefania Pepe, Paolo Bosio
Regia di Marco Alberghini
Shakespeare, l’immortale conoscitore delle vicende umane, l’inventore dell’uomo moderno così come ancora oggi lo pensiamo. Nelle sue opere convergono tutte le scienze universali. Così come la nostra mente, e forse la nostra anima, è imperscrutabile e solo parzialmente esplorata, così lo sono le storie, i personaggi e gli intrecci delle opere shakespeariane. Othello ne è un esempio paradigmatico.  Othello: imponente e ieratico condottiero e al tempo stesso persona pura, candida. Gli si contrappone Iago, il grande manipolatore, il tradito traditore, che per vendetta e invidia tira un “gogo” a Othello facendo rotolare la commedia della vita su un paradossale piano inclinato che condurrà ineluttabilmente al disfacimento del tutto, alla tragedia. Othello e Iago: il doppio, il Bianco e il Nero, la duplicità della natura umana. Muovono da punti contrapposti e si uniscono sempre più fino a compenetrarsi, congiungendosi proprio come due amanti. Othello appare perfetto, invincibile e inscalfibile; ma lotta, confligge dentro di sé con la “diversità”, con un senso di inadeguatezza; e Desdemona, la bianca, eterea e pura Desdemona è perfetta per l’amore ideale, emancipante e – potremmo dire – borghese. Ma la relazione non regge l’urto del lerciume umano, appunto perché amore ideale e quindi poco autentico. È il burattinaio Iago a muovere i fili della storia, a disfacere. Iago che ama e idolatra Othello poiché incarna ciò che vorrebbe essere. L’antica storia di Lucifero, anch’egli angelo divenuto opposto, incarnazione del male. È così che si mette in moto quello che Girard chiama “il desiderio mimetico”: “Lui mi piace, lui è felice; lo ammiro, lo invidio, voglio essere anch’io così”. E in queste potenti dinamiche non possono trovare spazio l’amicizia e l’amore, bensì prosperano la rivalità e il conflitto, che cresce sempre più fino a diventare guerra, fino a sopprimere tutto e tutti.  L’imitazione è comportamento fondativo dell'agire umano e in questa accezione, non è passiva e depersonalizzante, ma potentemente creativa. E quanta creatività dimostra infatti Iago? “Molto rumore per nulla Generale, molto rumore per nulla”.
 
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